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Qboxmail è un’azienda informatica con sede a Prato. Fino a un anno fa Qboxmail aveva sede a Lodi, in piena bassa padana. Poi Alessio Cecchi, fondatore e titolare dell’azienda, ha deciso di tornare insieme a tutta la famiglia nella sua città d’origine. Rivoluzioni sull’assetto dell’organizzazione del personale? Poche, anzi, nulle. Sono i frutti dello smart working intrecciato all’utilizzo di un posto speciale come Cobox. Nicolò continua a lavorare da Cremona con ottimi risultati, sia a sentire sia Alessio dall’ufficio di Prato, che lo steso Nicolò.

Infatti Nicolò Benigni – 26 anni, cremonese, programmatore informatico laureatosi a Crema nel 2014 – ogni giorno siede nella sua postazione in Cobox e lavora da dipendente full time per Qboxmail.
Alessio spiega che sarebbe stato più economico far lavorare Nicolò da casa, sarebbero bastati un computer e una buona connessione. Ma il fatto che un nostro dipendente a distanza lavori in un coworking è sicuramente un valore aggiunto per noi. Lavorando per lunghi periodi da casa si è completamente soli, e non c'è alcun tipo di interazione se non con l’ambiente domestico. Condividere il posto di lavoro e i momenti di pausa con gli altri frequentatori di Cobox invece, rende molto più motivato.

“Se io avessi chiesto a Nicolò di lavorare da casa – continua il titolare di Qboxmail –, la nostra collaborazione sarebbe stata più complessa da realizzare: non va dimenticato che un coworking è un ambiente già predisposto e completamente attrezzato dal punto di vista della sicurezza sul lavoro”. Datore di lavoro soddisfatto, e lavoratore contento. Insomma, una soluzione ideale fino a qualche anno fa quasi impensabile, ma oggi in diffusione fra le realtà più attente e ricettive. «A rendere possibile questa formula – continua Alessio – sono stati sia la tipologia di lavoro, sia il fatto che Nicolò era una persona che già stimavamo e conoscevamo dopo un anno di lavoro a Lodi. Vero è che non tutte le figure professionali potrebbero adattarsi a un modello del genere, ma allo stesso modo sono sicuro che questa ricetta potrebbe essere molto più sfruttata».

Nicolò è approdato a Qboxmail nel 2014, rispondendo ad un annuncio e facendo da pendolare fra Cremona e Lodi per un anno.
Nicolò spiega che come neo-laureato a Milano non avrebbe avuto difficoltà a trovare un posto di lavoro, ma non voleva spostarsi e quindi Lodi sembra una giusta via di mezzo, considerando che anche il tipo di lavoro che fa l’azienda gli interessava, così ha fatto il pendolare per due anni.

Qboxmail è stata una azienda smart fin da subito, infatti, essendo pendolare, le giornate di Nicolò era molto flessibili e strutturare attorno agli orari del treno.

Poi nell’estate del 2014 Nicolò ha avuto l’opportunità di lavorare 2 mesi da casa, l’esperienza all’inizio è stata piacevole “Era molto comodo, considerato che in quel periodo ero un pendolare. Ma non avrei tollerato oltre: la casa è un ambiente che può rivelarsi meno produttivo di un luogo dedicato” spiega Nicolò.
A settembre 2016 Alessio annuncia a Nicolò che si trasferirà a Prato con la famiglia. A poche settimane dal trasferimento, il team sta già lavorando fra la Lombardia e la Toscana. «Qui a Cobox mi trovo molto bene – continua Nicolò –: è un ambiente perfetto per chi fa questo tipo di lavoro. Ogni due mesi facciamo una riunione a Prato, perché ci fa piacere vederci e parlare di persona dei nostri progetti. Ma l’aggiornamento, soprattutto con chiamate via WhatsApp e Skype, è quotidiano e costante». Gli obiettivi sono chiari, l’inizio della settimana serve a fare il punto sul programma di lavoro che, essendo “diffuso”, si aiuta con tool per la programmazione: «calendari elettronici condivisi, scadenziari, strumenti di monitoraggio molto comuni e alla portata di tutti»

Come tutti i resident del coworking, Nicolò vive con fermento l’imminente trasloco di Cobox all’interno del CRIT - Polo per l’Innovazione Digitale, nell’area rigenerata dell’ex Macello. «Mi aspetto un con Cobox con ancora più intersezioni di conoscenze e di sinergie possibili – ci dice -: è questa la parte più interessante. Quando si parla di Cobox non si parla di tavoli con schermi e connessioni, ma di un vero e proprio ambiente in cui succedono cose, un posto dove mettersi qui in gioco». Come testimonia questa forma di smart working a distanza, il Polo è un assist importante per l’intera città: «La dimensione di Cremona è perfetta per esperimenti di questo tipo – continua -: si dovrebbe sfruttare di più il fatto di essere vicini a Milano, aprirsi al telelavoro e allo smart working, un concetto che all'estero è molto più diffuso e che non si può più ignorare».