IDrit

Oltre e al di là del significato del termine in senso stretto e letterale, la cittadinanza digitale ha infinite sfaccettature e implicazioni, che presto ci renderanno veri digital citizen di città sempre più smart. Ma sarà per tutti?

Quando si parla di Cittadinanza Digitale (in inglese Digital Citizenship) ci si riferisce al riordino e alla ridefinizione dei diritti e dei doveri dei cittadini, in funzione dell’evoluzione tecnologica collegata alla digitalizzazione. La rivoluzione rappresentata da Internet e dalla diffusione della Rete, che oggi è alla portata di tutti attraverso molteplici tipologie di dispositivi, fissi e mobili, ha consentito alle istituzioni di mettere a punto sistemi di gestione digitalizzata della Pubblica Amministrazione, comunemente definiti Amministrazione digitale, oppure e-government (governo elettronico), spesso abbreviato in e-gov.
Un cambiamento epocale, che snellisce la burocrazia e che semplifica notevolmente la vita ai cittadini, che possono così accedere a nuove forme di relazione con la Pubblica Amministrazione in termini di partecipazione, informazione e interazione. Ovviamente questo apre anche questioni e nodi spinosi, perché ancora oggi non tutti i cittadini sono realmente in grado di accedere correttamente alla rete e ai suoi strumenti.
Qualità, fruibilità, accessibilità e tempestività degli strumenti digitali della PA, ad esempio, dipendono infatti da molti fattori, non ultimo quello tecnologico, determinando un digital divide che non si limita al solo aspetto geografico, ma che si estende a parametri di tipo sociale, generazionale, culturale.
Di grande attualità, in ambito PA, la tematica del Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID, che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione con un'unica Identità Digitale, che si concretizza in una username e una password, utilizzabile con tutti i dispositivi digitali.
Nella moderna società della conoscenza, il tema della Cittadinanza Digitale è dunque centrale, perché le barriere ad una cittadinanza piena sono oggi paradossalmente maggiori e più impattanti di quanto non lo fossero nel mondo pre-digitale. Oggi, e sempre più in futuro, poter accedere alla rete e saper utilizzare i dispositivi e gli strumenti necessari, rappresenta un importante discrimine, tale da determinare di fatto l’esistenza di cittadini di serie a e di serie b, non sempre o soltanto per eventuale demerito degli stessi.
Ma oltre e al di là del significato del termine in senso stretto e letterale, la cittadinanza digitale ha infinite sfaccettature e implicazioni, che presto andranno ad influire sull’essenza stessa dei nuovi digital citizen, che si muoveranno in città sempre più smart.
Nel breve volgere di pochi anni, essi non avranno più un portafogli, ma un dispositivo (che già oggi potrebbe essere lo smartphone) in cui sono presenti tutte le informazioni e le tecnologie necessarie per accedere alla Pubblica Amministrazione, per esercitare diritti e doveri, per effettuare pagamenti, per interagire con le persone, le aziende e le istituzioni.
Interazioni che, in molti casi, non avverranno con esseri umani, ma con macchine e con robot che si interfacceranno con gli uomini per erogare servizi e dare informazioni, oltre che per raccoglierne ed elaborarne a loro volta.
Lo smartphone e i dispositivi che lo sostituiranno o che lo integreranno (es. occhiali da realtà aumentata), rappresenterà il terminale unico per qualsiasi necessità, oltre che per gestire la casa, l’ufficio e tutti gli oggetti che li popolano.
Gli Smart Citizen saranno aggiornati e informati in tempo reale, eviteranno code, file e viaggi a vuoto e disporranno di mezzi e di attrezzature autonome, che potranno controllare tramite apposite App, in modo comodo e sicuro. Questo sarà per tutti? Tornando al tema della Cittadinanza Digitale, questo è il punto più delicato.
La completa digitalizzazione del denaro, ad esempio, che in molti invocano come la panacea di tutti i mali del nostro sistema (dalle transazioni in nero all’evasione fiscale, passando per frodi, truffe, malaffare di ogni genere fino alla criminalità organizzata), porterà con sé anche molti preoccupanti effetti collaterali.
Quanto aumenteranno i doveri dei Digital (o Smart) Citizen? Le infrastrutture e i dispositivi necessari saranno disponibili a tutti? Quale percentuale della cittadinanza si troverà definitivamente emarginata, quando la digitalizzazione della PA e dell’intero sistema sarà compiuta in modo definitivo e irreversibile?
Ecco dunque la vera sfida della Cittadinanza Digitale: non lasciare indietro nessuno e garantire a tutti i cittadini l’istruzione, l’informazione, le infrastrutture, le tecnologie e i dispositivi necessari per non essere cittadini di serie B, se non addirittura degli emarginati.

Realizzato a cura di Claudio Gagliardini